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IL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE

IL POLMONE DELLA PARROCCHIA

 

IN BREVE...

Cos'è un Consiglio Pastorale?
Semplicemente si può dire che è un insieme di persone che collaborano con i sacerdoti della parrocchia per quanto riguarda decisioni di ordine generale. È composto dai sacerdoti della parrocchia, dai religiosi e religiose che in essa vivono, da alcune persone elette dai parrocchiani e da un rappresentante di ogni gruppo, associazione, realtà presente e operante nella parrocchia.
Il Consiglio viene convocato normalmente una volta al mese, eccetto il periodo estivo.

Cosa fa, a cosa serve un Consiglio Pastorale?
Il Concilio Vaticano II° terminava circa 40 anni fa.
Il Papa e tutti i vescovi, riunitisi a Roma, approvarono dei “documenti” ritenuti necessari per dare nuova spinta alla vita della Chiesa. In due di essi si trovano delle affermazioni che possono chiarire la domanda che abbiamo evidenziato.
Parlando della Chiesa, nella Costituzione “Lumen gentium” (Luce delle genti) dice: “I Laici, come tutti i fedeli… hanno la facoltà, anzi talora anche il dovere, di far conoscere il loro parere su cose concernenti il bene della Chiesa”.
Qualche passo più avanti continua “…dai familiari rapporti tra Laici e Pastori si devono attendere molti vantaggi per la Chiesa”.
Il Concilio poi dedica un intero Decreto dal titolo “Apostolicam actuositatem” (Attività apostolica) sulla presenza e attività dei fedeli all’interno della Chiesa. Parla del loro coinvolgimento nel pensare, decidere, attuare quanto è necessario per testimoniare e far conoscere lo stile di vita annunciato nel Vangelo di Gesù.
L’attività del Consiglio consiste, di conseguenza, nel pensare, discutere, verificare che le varie attività svolte in parrocchia abbiano questa impronta: c’è una grande famiglia che vive e opera fidandosi della Parola di Dio, sicura di non essere mai ingannata.
Non ci sono calcoli di tipo economico, politico, di “bella figura” da fare, …Anche quando il Consiglio ha dovuto decidere su questioni “non religiose” – vedi ad esempio l’orario per il catechismo, la festa del Carnevale dei bambini, ecc. – pensa soprattutto e prima di tutto in termini di testimonianza evangelica.
La molla che spinge è sempre: “cosa è più utile e come comportarsi per essere fedeli alla Parola di Dio”.
Non c’è altra preoccupazione se non quella di offrire, a quanti vogliono partecipare alla vita della Parrocchia, le migliori opportunità per vivere la propria fede.

E ORA IN DETTAGLIO...

Il Consiglio Pastorale parrocchiale è presieduto dal parroco don Roberto Trevisiol con la collaborazione di don Andrea Longhini. Alcuni dei suoi componenti laici sono stati eletti dalla comunità, tutti gli altri sono i rappresentanti dei gruppi parrocchiali o vi appartengono di diritto o sono stati chiamati direttamente dal parroco.
Moderatore delle assemblee è Mario Vettorelli, mentre il compito della segreteria e della redazione dei verbali è affidato a Renzo Miolo. Questi ultimi formano anche il Consiglio di Giunta, che con i sacerdoti e i membri di diritto, cura la preparazione dell’ordine del giorno delle assemblee.
Il Consiglio si riunisce, orientativamente, una volta al mese, escluso il periodo estivo, in Sala Bottacin, alle ore 20.45. Ne viene data comunicazione tramite proposta. Le assemblee sono aperte alla comunità. Di ogni assemblea è redatto un verbale.
Il Consiglio resterà in carica per tre anni, fino a tutto il 2009. Tutti i membri sono rieleggibili.
La cura e la precisione con cui sono tenuti i registri dei verbali permettono a chi li volesse scorrere anche velocemente di comprendere come il Consiglio sia veramente il polmone della parrocchia, in quanto sede di decisioni, discussioni, progettazioni, analisi, verifiche, informazioni e contatti vitali.

Qual è il ruolo del Consiglio Pastorale?
Innanzi tutto si tratta di un’istituzione che nasce con il Concilio Vaticano II, anche se già prima c’erano forme di partecipazione dei laici alla guida della comunità: i “fabricieri”, per esempio, esercitavano un ruolo tutt’altro che secondario nell’amministrazione di una parrocchia. Il Consiglio non ha potere deliberativo, a meno che il parroco non glielo conferisca di volta in volta.
In generale dovrebbe consigliare su quali decisioni prendere per la vita concreta della Comunità. Il nostro è un Consiglio decisamente pratico e fortemente legato ai fatti concreti. Quasi mai si è impegnato in disquisizioni astratte, molto spesso si è fatto carico della conduzione ordinaria delle cose.
Occorre anche dire che nessuna delle realizzazioni “materiali” è stata decisa senza il parere favorevole del Consiglio.
In generale c’è stata piena sintonia tra il parroco ed i consiglieri, ma non sono mancate occasioni nelle quali il Consiglio non si è trovato d’accordo con le idee del parroco e lo ha detto chiaramente.
È l’organismo utilizzato per eccellenza dai sacerdoti per comunicare con la comunità e per recepirne necessità e voci.
È la sede a cui ogni gruppo o Associazione parrocchiale si rivolge per legittimare il suo operato, per informare dei risultati o per chiedere aiuto in caso di necessità.
Pur rimanendo solo ai membri eletti, di diritto e cooptati il diritto di voto, tutti possono partecipare e chiedere la parola. Le riunioni sono infatti aperte a tutti.
Il Consiglio programma la liturgia e la pastorale e si propone come momento di unità di tutti i gruppi parrocchiali attraverso l’informazione e la verifica delle singole attività. Prende in esame l’attività pastorale, i problemi e le realtà della parrocchia.
L’argomento fondamentale trattato dal Consiglio appare la Liturgia, quella straordinaria di Pasqua, Natale e Pentecoste, della Quaresima e dell’Avvento, quella dei Sacramenti, ma anche quella ordinaria festiva e non.
Segue poi tutto il lavoro di formazione e di sostegno alla vita di fede, dai bambini ai giovani, agli adulti e agli anziani.
Ampio spazio è dedicato anche alle strutture parrocchiali, con approfondite relazioni e discussioni sull’acquisizione di nuove sedi o sulla ristrutturazione e manutenzione di quelle esistenti.
Da qui si possono ben capire gli spazi di intervento di ciascun consigliere e dell’assemblea tutta e l’importanza che questo organismo può assumere nella vita liturgica e pastorale di una comunità.
Rimane però determinante il rapporto che si stabilisce fra sacerdoti e laici. Se i primi sono gli unici protagonisti e gli altri solo spettatori, attenti ma solamente in ascolto, il Consiglio non svolge la sua funzione; ma se unici protagonisti vogliono essere i laici il Consiglio snatura la sua funzione.
L’equilibrio fra le diverse componenti ed il loro giusto rapporto sono l’unica meta per chi ama la comunità, si mette al suo servizio e non dimentica di invocare l’aiuto del Signore anche per questo compito.
È sempre valido quanto disse don Roberto, il parroco, all’inizio dell’attività del suo primo Consiglio Pastorale a Chirignago nel 1989, affermazioni schiette e condivise da quanti hanno fino ad ora con lui collaborato:
“Io spero che tra noi ci sia un rapporto di stima, di collaborazione, di amicizia, di sincerità. Vi dico anche, con molta schiettezza, che credo che il Consiglio Pastorale vada in certe circostanze consultato con la piena facoltà di deliberare; altre volte consultato per avere consigli, altre volte informato di decisioni prese.
Ma tutto ciò senza clericalismo: solo nel rispetto delle proprie ed altrui responsabilità”
.
Secondo l’insegnamento di San Paolo, ogni battezzato riceve dallo Spirito Santo dei doni, ciascuno secondo qualità e misura personale, e tali capacità vanno utilizzate anche per il bene di tutti. Punto di riferimento e di partenza per il vivere del singolo e di tutti è l’Eucarestia, cioè Gesù Cristo stesso. Ne consegue perciò che il compito del Consiglio Pastorale è quello di collaborare con i sacerdoti, offrendo il frutto della propria riflessione ed esperienza perché la comunità dei credenti, e non, possa vivere nel modo migliore la propria fede e la propria umanità.
La maggioranza dei consiglieri rappresentano il gruppo a cui appartengono e che li ha deputati a portare la voce del gruppo in Consiglio: ogni singolo gruppo elegge al suo interno un rappresentante. Comunità Giovanile e catechisti (elementari e medie), per tradizione, esprimono due rappresentanti.
Una parte (sei consiglieri), invece, viene eletta direttamente da tutta la comunità, su una rosa di candidati predisposta dal Consiglio uscente, per mezzo di una votazione semplice, serena, in famiglia.
Alcuni consiglieri infine possono essere chiamati direttamente dai sacerdoti per motivazioni particolari (consiglieri cooptati).
Non ci sono posti d’onore da distribuire, non ci sono gettoni di presenza da percepire. Si tratta di un servizio, e già questo fa da filtro e impedisce cose poco chiare.
Per poter essere eletti occorre aver ricevuto il sacramento della Cresima, essere in piena comunione con la Chiesa, domiciliati canonicamente in Parrocchia e maggiorenni al momento dell’elezione. Anche i candidati a rappresentare la CO/GI (Comunità Giovanile) devono aver raggiunto la maggiore età, essere cresimati, in piena comunione con la Chiesa, domiciliati canonicamente in Parrocchia, ma non devono aver già compiuto 25 anni al momento dell’elezione. Hanno diritto al voto tutti i membri cresimati della Comunità Parrocchiale di San Giorgio, domiciliati canonicamente nella Parrocchia, che hanno compiuto 25 anni. I giovani possono votare per i loro rappresentanti (CO/GI) solamente se hanno ricevuto il sacramento della Cresima, se sono domiciliati canonicamente in parrocchia e se non hanno ancora compiuto 25 anni. Coloro che non hanno ricevuto il sacramento della Cresima non hanno diritto al voto. È data facoltà in alternativa alle preferenze, di segnalare nelle apposite righe al massimo due persone.

Le elezioni hanno luogo in chiesa alla fine delle Messe festive di una Domenica scelta allo scopo dal Consiglio Pastorale uscente.
Sono membri di diritto:
- il parroco (Presidente),
- il vicario,
- i religiosi e le religiose domiciliati canonicamente in parrocchia,
- la Madre Superiora e le Suore Figlie di San Giuseppe della Scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore” e di Casa Nazareth,
- il Direttore e i sacerdoti del Centro “Don Orione”,
- gli eventuali presbiteri, diaconi, ministri istituiti (accoliti, lettori) domiciliati canonicamente in parrocchia,
- il Presidente (Responsabile Unitario) dell’Azione Cattolica parrocchiale,
- il Presidente della Caritas parrocchiale
- i rappresentanti nel Consiglio Pastorale Vicariale (eletti dallo stesso Consiglio Pastorale o chiamati direttamente dal parroco),
- i componenti del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici.
Eventuali membri del Consiglio Pastorale Diocesano o Vicariale domiciliati canonicamente in Parrocchia diventano membri di diritto del Consiglio Pastorale Parrocchiale.

Domenica 25 febbraio 2007 la Comunità (dai 25 anni in su), invitata dopo ogni Messa a votare per il rinnovo del Consiglio Pastorale Parrocchiale, ha eletto:
BARBACANE ROBERTA
BINDOLI MONICA
BONA PIERPAOLO
BORTOLOZZO NICOLA
MEDICI MICHELE
VOLPATO DANIELA
(altri candidati non eletti: Baso Elisabetta, Marchiori Anna, Osto Paolo, Prendin Walter)

La CO/GI (Comunità Giovanile, cresimati fino ai 25 anni non compiuti) ha eletto:
BONA DARIO
LONGO GIORGIO
*
(altri candidati non eletti: Mason Alvise*, Della Mora Sara, Vianello Silvia)

Riepilogo:

  Cognome Nome Titolo di partecipazione - Funzione o gruppo
1. TrevisiolDon RobertoParroco – Presidente
2. Longhini Don Andrea Vicario
3. MaioliniDon Oreste Direttore Centro “Don Orione”
4. Tintinaglia Suor Ada Superiora Scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore”
5. Zaffalon Suor Aurelia Scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore”
6. Angione** Alberto** Presidente (Responsabile Unitario) Azione Cattolica**
7. Barbacane Roberta Eletta dalla Comunità - Gruppo familiare di Vicolo Pendini
8. Bernardi Dino Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici
9. Bindoli Monica Eletta dalla Comunità
10. Bona Dario CO/GI
11. Bona Pierpaolo Eletto dalla Comunità
12. Bortolozzo Nicola Eletto dalla Comunità
13. Chinellato Bernardino Gruppo familiare di Via del Parroco
14. Costantini Ivana Gruppo familiare di Via Maria Montessori
15. Darisi Gino Presidente Scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore”
16. Fattoretto Luana Presidente Caritas
17. Foffano Paola Gruppo Familiare di Via Oriago
18. Gardin Claudio Gruppo “Carnevale ‘88”
19. Giacomello Giuseppe Consiglio Pastorale Vicariale - Catechisti elementari e medie
20. Girardi Egidio Gruppo Culturale “Albino Luciani”
21. Girardi Paolo Gruppo familiare “San Giuseppe”
22. Gomirato Paolo Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici
23. Longo* Giorgio* CO/GI*
24. Marianni Sonia Agesci
25. Medici Michele Eletto dalla Comunità
26. Meggiato Danilo (accolito) Consiglio Vicariale - Consiglio Economico - Gr. fam. Via Selenia
27. Miolo Renzo Segretario (nomina del parroco)
28. Niero Walter Gruppo familiare di Via Ghetto
29. Ortes Nadia Catechisti Battesimi
30. Pedrazzi Graziella Catechisti elementari e medie - Gruppo familiare “Albino Luciani”
31. Polesel Giuseppe Corale “Lorenzo Perosi”
32. Spolaor Armando Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici
33. Tomasutti Evelina Gruppo Anziani
34. Vettorelli Mario Moderatore - Catechismo Adulti - Gr. fam. di Via Fratelli Cavanis
35. Volpato Daniela Eletta dalla Comunità
36. Zanocco Manuela Gruppo familiare di Via Saturnia
37.    Gruppo familiare di Via Trieste
38.    Gruppo familiare “Sara e Tobia ”
39.    Gruppo familiare “2000”
40.     Gruppo familiare di Via Santa Caterina
41.     Gruppo familiare "Eucarestia"

* A decorrere dalla seduta del 13/09/2007 Alvise Mason subentra a Giorgio Longo, dimissionario, come rappresentante la Comunità Giovanile.
** A decorrere dal 15/12/2007 Alessandro Molaro è Presidente dell'Azione Cattolica

 

Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici è composto da quattro membri, eletti dal Consiglio Pastorale parrocchiale o chiamati direttamente dal parroco, che aiutano i sacerdoti di fronte ai problemi ed alle questioni di ordine economico. Valuta le proposte di spesa derivanti dalle proposte del Consiglio Pastorale ed esprime parere di compatibilità con le risorse disponibili. Presidente è il parroco don Roberto Trevisiol.

È composto da:
Don Roberto Trevisiol (parroco – Presidente)
Bernardi Dino
Gomirato Paolo
Meggiato Danilo (accolito)
Spolaor Armando

A tutti i Consiglieri un grazie per le cose fatte e il più fervido augurio di un triennio di lavoro fecondo, quale è quello di chi si fa strumento nelle mani del Signore.
A tutta la Comunità l’invito a guardare a questi organismi come alla sede più opportuna di fraterna collaborazione per il bene di tutta la parrocchia, in spirito di servizio e comunione.