“Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.
Cantate al Signore un canto nuovo,
suonate la cetra con arte e acclamate” Salmo 32, 2-3
Il Coro “Giovani Cantori” di Chirignago (VE) è stato fondato, sulle ceneri della Messa Beat e del Grillo d'Argento, da un piccolo gruppo di giovani che si riunivano sotto la guida di Daniela Brolati per offrire un’animazione musicale alle Sante Messe domenicali.
Nel 1986 inizia la collaborazione dell’appena diciottenne Michele Fiasconaro, che in brevissimo tempo assume la direzione e la concertazione del coro, incarico mantenuto fino al 2001. In questo periodo il complesso vocale conosce un momento di grande splendore arrivando a toccare la quota di 80 cantori, numero abbondantemente superato nei primi anni ’90.
Nel 1988 partecipa ad una rassegna di cori per l’animazione liturgica a Carpenedo (VE) ottenendo il 3° premio con menzione particolare e grande successo di pubblico e critica.
Nel 1993 l’affiatamento è talmente forte che Michele Fiasconaro pensa di fondare un altro coro, composto da voci miste, ormai esperte, formatesi negli anni all’interno del Coro dei Giovani. Nasce così il Coro “Clarini Lacus”, dall’antico nome del paese. La nuova formazione conta fin da subito una trentina di coristi e si specializza in un repertorio di musiche a cappella a 4-5 voci che spaziano dal Medioevo alla musica del Novecento. Il Coro “Clarini Lacus” si è sciolto nel 1998. Una breve ma intensa parentesi, con produzioni di alta qualità e gusto musicale molto raffinato.
Nel 1993 inizia anche la collaborazione di Barbara Intini alla guida del Coro, incarico mantenuto fino al 2006.
Il Coro “Giovani Cantori” è presenza fissa al Concerto di San Giorgio, che si tiene ogni anno in primavera in concomitanza con i festeggiamenti per il Santo patrono della parrocchia (23/04). Attualmente è l’unica occasione in cui il Coro si esibisce. Durante l’anno infatti l’attenzione è rivolta esclusivamente all’animazione delle celebrazioni liturgiche.
In questi anni ha prestato il suo servizio in occasione di alcuni eventi diocesani come il pellegrinaggio annuale dei giovani alla Basilica della Madonna della Salute a Venezia (20/11) o la Santa Messa di Natale presso l’ospedale di Mestre. Il 19 Giugno 2004, nella Basilica di San Marco a Venezia ha animato la Santa Messa di Ordinazione Presbiterale di Don Andrea Longhini, presieduta dal Patriarca Angelo card. Scola, in collaborazione con il coro della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria di Altobello di Mestre. Occasionalmente ha partecipato ad alcune rassegne, manifestazioni musicali e a trasmissioni radio TV.
Attualmente i responsabili del Coro sono Elena Mocellin (dal 2006) e Fabio Cian (dal 2001). Il Coro è formato da una quarantina di giovani dai 12 anni in su (età media 18-19 anni) suddivisi nelle sezioni Soprani, Contralti, Tenori e Bassi. Occasionalmente si avvale della collaborazione di alcune voci soliste, secondo le esigenze di repertorio. A questo proposito un ringraziamento sentito va a Monica Zuccon dei “Cafè Sconcerto” che per alcuni anni ha prestato la sua voce al Coro, come solista, durante le Sante Messe di Natale.
L’accompagnamento strumentale è solitamente affidato all’organo e alle chitarre. All’organo si è avvalso della collaborazione del M° Aldo Chieppa (fino al 1990, poi organista della Corale “Lorenzo Perosi” fino al 2006) e di Nicola Da Ronco (dal 1991 al 2002). Dal 2003 all’organo c’è Alvise Mason, organista titolare. Numerosi i giovani che in questi anni si sono alternati alla chitarra: impossibile citarli tutti. In particolari occasioni e in sede di concerto l’organico viene spesso allargato ad altri strumenti come pianoforte, flauto traverso, clarinetto, oboe, saxofono contralto, tromba, violino, contrabbasso e piccole percussioni.
Il repertorio, pur rimanendo fedele alle esigenze della liturgia, spazia dal canto gregoriano fino ai contemporanei. Grande attenzione è rivolta al canto liturgico tradizionale, conosciuto dall’assemblea dei fedeli e per questo molto sentito. Per gli arrangiamenti, molti dei quali scritti appositamente, fonte di ispirazione sono soprattutto il Coro della Diocesi di Roma, il Mormon Tabernacle Choir di Salt Lake City (Utah – U.S.A.), gli Swingle Singers e le composizioni di mons. Domenico Bartolucci e Morten Lauridsen. Di recente il repertorio è stato ampliato fino a comprendere la musica contemporanea di autori come Leonardo De Amicis, Riz Ortolani, mons. Marco Frisina, Maurice Duruflè, John Rutter, Hans Zimmer, Andrew Lloyd Webber, John Williams ed Ennio Morricone. Particolarmente apprezzata la riscoperta di laude medievali poco conosciute e le contaminazioni Gospel e Spiritual. Cantare nel Coro probabilmente per molti giovani è l’unica occasione per avvicinarsi a forme musicali poco conosciute o addirittura totalmente ignorate, come ad esempio il canto gregoriano o la musica polifonica antica.
Il Coro è quindi un'occasione per far crescere nei giovani la passione per la buona musica ed il canto e per formarli al gusto del bello, non fine a se stesso, ma a quel bello che parla di Dio, che edifica, fa crescere e migliora l'animo umano. Proprio per questo, periodicamente ai cantori viene proposto di partecipare anche come spettatori a concerti di musica sacra o corale-sinfonica presso chiese e teatri, per offrire occasioni di ascolto e di incontro anche al di fuori della liturgia, che facciano sperimentare il valore unificante e tonificante della musica, oltre, ovviamente, a quello più elementare del piacere dell’ascolto.
Significative le collaborazioni con le altre realtà musicali della parrocchia: la Corale “Lorenzo Perosi” e il coretto dei bambini.
Un affetto speciale lega il Coro a Suor Pierluigia Sedran delle Figlie di San Giuseppe del Ven. Mons. Luigi Caburlotto. Una persona straordinaria che per tanti anni ha cantato nel Coro fino a quando nel 1998 ci ha lasciati dopo lunga malattia. A lei è stato dedicato il Concerto di San Giorgio edizione 1999.
Il servizio del Coro è offerto alla comunità di Chirignago in occasione della Santa Messa domenicale delle ore 11.00 e in tutte le feste importanti (Natale, Pasqua, Pentecoste, Battesimi, Cresime, Prime Comunioni, ecc…). Molto sentita la Santa Messa di Ognissanti, celebrata il 1 Novembre in cimitero, per la quale il Coro si trasferisce al vicino camposanto con un programma di musiche appropriato. Davvero suggestiva la “Ciara Stea”, manifestazione musicale che si svolge in prossimità del Natale. In questa occasione il Coro esegue canti della tradizione natalizia lungo le strade del paese per raccogliere beni da devolvere interamente alla Caritas parrocchiale.
L’ingresso nel Coro solitamente non avviene prima della terza media, durante la quale si riceve il sacramento della Confermazione. In questo contesto il Coro si presenta come uno strumento efficace per introdurre i più giovani nella Comunità. Spesso è proprio all’interno del Coro che si instaurano le prime amicizie e si crea il primo vero legame con la Comunità Giovanile (CO/GI). È un punto di incontro e di socializzazione tra le varie realtà giovanili parrocchiali (associazioni, catechismo, ecc...) e paesane.
Cantare nel Coro forma i giovani al servizio liturgico gratuito e li aiuta a sentire proprio il rito dell’Eucarestia. La Santa Messa non viene più vista come qualcosa di staccato, senza entusiasmo, senza aderenza alla vita. Chi canta nel Coro si sente davvero partecipe del mistero che si celebra.
L’aspetto più importante però è dato proprio dallo spirito di servizio che contraddistingue questo gruppo di giovani. L’animazione della Santa Messa infatti non è mai vissuta come un’esibizione di fronte ad un pubblico, come avviene solitamente ad un concerto. Il canto del Coro non sostituisce mai la partecipazione dell’Assemblea, semmai è un sostegno, una base solida su cui tutti i fedeli si appoggiano. È un dono che si presenta alla Comunità, ma è anche un servizio che gratifica l’animo di chi lo svolge e che facilita la preghiera, secondo il principio per cui “Colui che canta prega due volte” (Sant’Agostino, Enarratio in Psalmos, 72, 1). “Non si deve infatti considerare il canto come un ornamento che si aggiunge alla preghiera, quasi dall’esterno, ma piuttosto come qualcosa che scaturisce dall’anima che prega e loda Dio” (Princìpi e norme per la liturgia delle Ore). La presenza del Coro con la sua frizzante vitalità rende le celebrazioni un momento di festa, in cui la Comunità si ritrova attorno all’altare per gioire assieme al Signore. Come dice Papa Giovanni Paolo II, infatti, “Nel canto la fede si sperimenta come esuberanza di gioia, di amore, di fiduciosa attesa dell'intervento salvifico di Dio” (Giovanni Paolo II, Lettera agli Artisti, n. 12).
Cantare nel Coro è sicuramente un modo per rendere testimonianza della propria fede, un’occasione per dire agli amici: “Vieni anche tu, vieni a sentirci, vieni a cantare, che è bello”. A questo proposito non dobbiamo dimenticare l’impatto che la musica ed il canto hanno nei confronti dell’Assemblea, specialmente verso quei fedeli che non partecipano regolarmente alla Santa Messa domenicale ma che si avvicinano ai Sacramenti solo in rare e particolari circostanze. Vale la pena citare un’altra frase del Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II: “La musica religiosa edifica ponti che collegano il messaggio di salvezza con coloro che, pur non accettando ancora del tutto Cristo, sono sensibili alla bellezza, perché la bellezza è cifra del mistero e richiamo al trascendente. La bellezza rende possibile un dialogo fecondo” (Giovanni Paolo II, Discorso ai partecipanti al Congresso Internazionale di Musica Sacra 2001, n. 4).
Il Coro è quindi validissima forma di servizio cristiano, con tutti i risvolti positivi che questo modo di essere comporta a livello spirituale, formativo, sociale e musicale.
Le prove hanno frequenza settimanale e si tengono il Sabato pomeriggio alle ore 16.30. Sono aperte a tutti coloro che volessero parteciparvi. Lo spirito di servizio, la fede cristiana, la passione per la musica e una frizzante vitalità sono le caratteristiche fondamentali di questo Coro di giovani in continuo rinnovamento.