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Chirignago dall'alto Collegamenti

LA SCUOLA DELL’INFANZIA “SACRO CUORE”

“Vi chiamerete Figlie di San Giuseppe, perché vi prenderete cura delle fanciulle con lo stesso amore che S. Giuseppe ha avuto per Gesù affidatogli dal Padre Celeste, perché gli fosse custode ed educatore. La vostra casa sarà come la piccola casa di Nazareth, perciò vivrete in un clima di amore, di dolcezza, di preghiera e di lavoro, di silenzio e di umiltà.
La vostra ambizione sia servire le altre, come Giuseppe a Nazareth serviva Maria e Gesù. Amate le fanciulle come il tesoro più prezioso che il Signore vi affida. Dovete sostituire le mamme che hanno abbandonato le loro creature. Ricordate che salvando una giovane donna salverete una famiglia intera”
Mons. Luigi Caburlotto (1817-1897)

Perché le ragazze avessero una sana educazione e frequentassero una seria scuola di lavoro, mons. Giovanni Battista Buso, arciprete di Chirignago dal 1861 al 1914, desiderò ardentemente un Asilo, retto da Suore, che vi accogliessero anche i bambini. Aiutato da buoni parrocchiani e senza arrendersi a difficoltà di ogni genere, riuscì a realizzare questo suo sogno. Fu aperto il 22 dicembre 1910, uno dei primi della zona.
Prese in affitto, dal Sig. Pio Saccardo e dalle sorelle, una piccola villa del XVIII secolo con parco cinto da mura, sulla strada Miranese, che passò poi con il nome di Asilo Vecchio. La villa, tuttora esistente, prima di diventare proprietà dei Saccardo, fu sede di un’osteria con campo di bocce, che arrivava fino alla casa dei Mazari, allora tenuta dalla famiglia Baga (Favaron). In seguito, divenne sede dell'Asilo e, quindi, fu abitata da diverse famiglie, la più antica, tra le quali, fu la famiglia di Piero Spagnolo, giardiniere degli stessi Saccardo. Non casualmente la strada che passa accanto si chiama Via Asilo Vecchio. L'Asilo Vecchio di Chirignago
La casa venne intitolata a Nostra Signora del Sacro Cuore e venne affidata, immediatamente, alle Figlie di San Giuseppe del Ven. Mons. Luigi Caburlotto di Venezia.
La loro presenza tra le ragazze, unita alla corrispondenza della gente di Chirignago che imparò subito ad amarle, portò presto i loro frutti.
La cura dell’infanzia fu sempre al centro della lunga opera di mons. Buso.
Monsignor Riccardo Bottacin, Arciprete di Chirignago dal 1914 al 1958, dedicò tempo, energie e denaro per realizzare il sogno del suo predecessore, coadiuvato da benefattori e con il valido aiuto della signorina Antonietta Saccardo, figlia dell'Architetto ed Ingegnere Pietro, noto per aver progettato chiesa e campanile.
Causa il primo conflitto mondiale, le suore Giuseppine lasciarono, con rammarico, il paese per un anno, trasferendosi a Pincara, vicino a Fiesso Umbertiano (Rovigo). L'Asilo Vecchio di ChirignagoA fine guerra, tornarono per continuare la loro silenziosa, ma ormai indispensabile, missione.
L’aumentato numero di ragazze e bambini che frequentavano l’Asilo, creò presto problemi di spazio. Inoltre era stato occupato e danneggiato dalle truppe.
Avuto in dono, dal Cav. Alessandro Bisacco, un terreno vicino all’antica canonica, in Via del Parroco, si pensò alla costruzione di un asilo nuovo e più grande. Data 4 agosto 1919 il verbale della seduta per la costituzione del primo Comitato. Vi si legge: "il M.R. Arciprete di Chirignago, desiderando di dare all'opera tanto benefica un assetto stabile, in sede propria, con un edificio più conforme e più rispondente agli accresciuti bisogni del dopo guerra ebbe a promuovere la costituzione di uno speciale Comitato presieduto dal M.R. Arciprete Bottacin e composto dai Signori: Cav. Andrea Saccardo, Federico Cosulich, Dott. Alessandro Bisacco, Giuseppe Zerbo, Sig.na Antonietta Saccardo".
Il fior fiore della comunità e del comune indipendente di Chirignago s’impegnò nell’ardua opera della ricostruzione e della costruzione di nuove opere necessarie ed urgenti.
Tra i benefattori compaiono nomi illustri come S.S. Benedetto XV, il Ministero delle Terre Liberate, il Sig. Cosulich.
Offerte arrivarono anche da Paesi europei, con le rimesse degli emigranti.
Non possiamo dimenticare, particolarmente, la signorina Antonietta Saccardo, che a fianco di mons. Riccardo Bottacin, mise a disposizione mezzi, tempo e forze, rivelandosi la più valida sostenitrice di questa opera. Con le sue lettere ella ottenne da persone facoltose aiuti finanziari e contribuì così alla costruzione del nuovo fabbricato.Cartolina degli anni Venti
L’apertura del nuovo asilo, intitolato al Sacro Cuore, con ampi cortili, avvenne il 18 settembre 1921. Per primi furono approntati il corpo centrale e quello a nord.
In una lettera autografa di mons. Bottacin del 25 dicembre 1923 si legge che l'Asilo "eretto colla pubblica carità, colla pubblica carità si mantiene. Gli alunni che possono pagare contribuiscono con L.5 mensili e L.3 per mezza giornata (doposcuola)".
Le cose non andavano tanto bene, dal punto di vista del bilancio dato che nella stessa lettera, si rileva al 31 dicembre 1922, un'entrata di L.152.322 e un'uscita di L.164.121. Tuttavia non mancarono nè la volontà nè la fiducia nel chiedere la costruzione di un'altra sala "che verrebbe a rispondere adeguatamente alle neccessità... per la quale opera sono preventivate L.40.000".
Aggiungiamo a titolo di curiosità, che a quella data l'asilo era frequentato da 35 maschi, 50 femmine e da 60 fanciulle, per quanto riguarda la scuola di lavoro. E così, grazie agli sforzi congiunti di molte persone generose il 21 aprile 1927 venne inaugurato il primo ampliamento con le due ali a sud. Il 27 ottobre dello stesso anno ci fu l'apertura della nuova cappella.
Nei 34 anni che seguirono a questa data vengono compiuti solo lavori di ordinaria manutenzione, ragion per cui il nostro asilo "invecchia" inesorabilmente: le strutture si sono logorate, mentre le esigenze sono nuove e diverse. Su una lettera aperta del 18 settembre 1961 don Albino Tenderini, arciprete di Chirignago dal 1958 al 1987, scrive: "bisognerà costruire nuovi servizi igienici gli attuali sono rudimentali e a cento metri dalle aule, rinnovare ed aumentare le aule scolastiche, creare un salone coperto per la ricreazione, dotare lo stabile di un refettorio e di un impianto di riscaldamento centrale" lanciando così un caloroso appello a tutti i parrocchiani e ai buoni amici di Chirignago, visto che il preventivo ammonta a ben 15.900.000 Lire! La prima pietra era stata posta il 10 settembre 1961.
L'appello viene raccolto e non solo dai buoni Chirignaghesi. Offerte pervennero anche da parte di S.S. Giovanni XXIII, dal Sig. Cecchini (cinque milioni di Lire), dalla Sig.ra Adele Bisacco Palazzi, dai F.lli Niero, dalla Fam. Zerbo, così che il 23 aprile 1962 si inaugura il nuovo Asilo, rifatto su disegno di Bruno Folin, alla presenza di monsignor Valentino Vecchi di Mestre, delegato patriarcale per la terraferma, il quale, come scrive il nostro arciprete, "ha tagliato il nastro all'ingresso e ha benedetto i nuovi locali. Dopo il rito, Monsignor Vecchi entrò in sala grande, affollatissima e disse poche parole di compiacimento, rievocò la sua infanzia, ricordò la provvidenziale missione dell'Asilo e invitò tutti ad un'opera di interessamento, sostegno ed aiuto".
Nove anni più tardi, il 15 giugno 1971, una violenta tromba d'aria si abbatte sulla zona compresa fra Gazzera e Chirignago. In molti ricordano ancora lo sbigottimento e la paura per un tornado che in pochi minuti scoperchia case, sradica alberi e provoca diversi ferimenti. Particolarmente colpita risulta la scuola materna, ove le coraggiose ed affettuose Suore trascorrono momenti di vero terrore stringendosi vicino tutti i bambini.
Enorme il danno provocato, ma ancora una volta tanti buoni e generosi sostenitori ed amici, sollecitati dal nostro arciprete, si danno da fare per la ricostruzione.
Un comitato appositamente e spontaneamente istituitosi convinse Francesco Scandolin a portarsi timorosamente a Roma a battere cassa dall’allora ministro Mario Ferrari-Aggradi (con le buone grazie dell’amico e coetaneo senatore Degan), ricavandone favore positivo.
Così il 10 giugno 1972 il Signor Francesco Scandolin può dire, nel discorso dell'inaugurazione, che "a un anno di distanza dalla violenta calamità che ha colpito la nostra frazione, possiamo oggi con soddisfazione veder risorto questo asilo che, voluto dall'infaticabile azione di carità di mons. Bottacin e dell'impegno di tutti i parrocchiani è stato e continua ad essere insostituibile strumento di educazione dei nostri fanciulli e luogo ospitale per la nostra gioventù".
Sono presenti all'inaugurazione il Patriarca di Venezia Albino card. Luciani, il futuro Papa Giovanni Paolo I, e numerose autorità.
Il discorso non manca di sottolineare l'opera instancabile delle Suore Giuseppine nella nostra comunità e conclude auspicando che la loro presenza educativa continui a Chirignago, perchè i nostri bambini abbiano una casa non estranea, ma un luogo di santa e gioiosa crescita.
Il 5 giugno 1975 la scuola viene ampliata con la costruzione di due aule adibite poi a refettorio.
Molto più difficile da scrivere è la storia delle suore, che a quest’opera e a Chirignago donarono amore, saggezza ed energie; si teme di dimenticare qualcosa, di dare un’idea riduttiva della loro reale importanza ed influenza nelle nostre vite. Molte signore, oggi in età, ricordano con riconoscenza e nostalgia gli anni della loro giovinezza, per aver trovato in asilo un ambiente sano e allegro e nelle suore delle carissime sorelle maggiori.
Gli stessi sentimenti animano chi, oggi nonno, ha ricevuto, da bambino, le cure affettuose di queste seconde mamme. Tant’è che rimaneva sempre, anche quando le suore venivano trasferite, un filo diretto e almeno un annuale ritrovarsi con loro.
Avevano ed hanno avuto sempre una grande sensibilità per i bambini e per i giovani. Sempre pronte ad aiutare i genitori a capire i loro figlioli, a segnalarne capacità potenziali o doni particolari, fornendo così validi indirizzi per la formazione dei bambini.
La loro attenzione non si fermava ai piccoli, si rivolgeva anche ai più grandicelli fino ai giovani.
Ricordiamo, ancora con commozione, la loro accoglienza e il loro prodigarsi perché nelle cene sociali dell’Azione Cattolica, delle giovani a Sant’Agnese e dei ragazzi a San Sebastiano, non mancasse nulla, insegnandoci che l’Associazione e la comunità sono beni preziosi, e che per la loro salvaguardia vale la pena impegnarsi anche con sacrificio. Se noi e Chirignago tutta siamo cresciuti, come persone e come comunità, lo dobbiamo all’amore e all’abnegazione di queste carissime sorelle, che ancor oggi si occupano dei nostri piccoli, con lo stesso impareggiabile amore con cui hanno educato noi.
La gente di Chirignago era strana ma amava profondamente le suore e guai a chi avesse osato dirne qualcosa di male.
“Nati d’on can, ma col cuore grando” dicevano della nostra gente.
“El giorno de la prima Comunion, vestìi de festa e neti da issia, sia fora che dentro, par la confession ma anca parchè gerimo a digiuno da la sera prima, vegnevimo compagnai da i genitori sol cortile de l’Asilo, dove ghe gera le do barache, e le suore ghe dava i ultimi ritochi e le ultime racomandassion”.
Terminata la Santa Messa “in fila, co le suore, se tornava in Asilo dove ghe spetava ‘na bela squela de ciocolata calda, che faseva tasere par un toco la fame.
Par quasi tuti, gera la prima volta che se sentiva el gusto de la ciocolata. Dopo disnà, dove se magnava anca un tocheto de torta fata in casa, se tornava in ciesa par el Vespro e a la fine se ‘ndava sempre in fila, in Asilo.
Sul cortile, gera parecià, co le tole, un gran ciondolo co sora tanti tochi de giornale. Noaltri vegnevimo messi tuto torno, tosati da ‘na parte e tosete da staltra, e, quando i ciamava el nostro nome, ‘ndavimo a descoverzere un toco de giornale e soto trovavimo un regalo: par i mas’ci gera un cortelin, un subioto o un pacheto de colori, par le tosete ‘na colana de perle, un libreto o ‘na medageta”.


La cappella della Scuola dell'Infanzia "Sacro Cuore" come si presentava fino al 1972

 

LA COMUNITÀ RELIGIOSA DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA "SACRO CUORE"


Da sinistra verso destra: Suor Valeria, Suor Flora, Suor Aurelia e Suor Ada

Suor Ada Tintinaglia
Sono nata a San Polo di Piave (TV) nel 1935 e là è nata anche la mia vocazione. Ho conosciuto le Figlie di San Giuseppe nella mia parrocchia e mi sono piaciute, però chi mi ha rubato il cuore è stato Gesù. Sono stata consacrata a 23 anni.
Sono stata a Chirignago la prima volta dal 1976 al 1990. Per 10 anni sono andata a fare catechismo alla scuola elementare e mi dedicavo poi alla pastorale in parrocchia e all’aiuto qui in casa. La seconda volta sono arrivata nel 1999; da allora collaboro al catechismo dei bambini e alla pastorale, e da tre anni svolgo il servizio di segreteria in casa e quello di superiora della comunità.
Penso a Chirignago come a una famiglia. Nei primi anni in cui sono stata qui ho visto un’esplosione di attività, un fiorire di iniziative.
Quando sono tornata la seconda volta le ho trovate ben consolidate; ho visto una comunità molto viva, molto frequentata, nella quale c’è molta collaborazione da parte di tante famiglie. Al contempo mi ha colpito vedere tanti giovani che a Messa facevano la Comunione e mi sono chiesta più volte quando andavano a confessarsi. Una speranza che ho per il futuro è che il Signore mandi qualche vocazione; parli al cuore dei giovani e doni la capacità di ascoltarLo.

Suor Aurelia Zaffalon
Sono nata nel 1940 a San Cipriano di Roncade (TV). La mia vocazione è nata da ragazzina, mi sono lasciata trasportare e il Signore mi ha guidata; non ero cosciente di quello che facevo: mi sono buttata, mi sono fidata di lui. Ho professato a 21 anni. Avevo una zia suora e allora c’era la tradizione che qualche nipote seguisse la strada della consacrazione e così sono stata scelta io, come un fiore da offrire. A quel tempo era un orgoglio per la famiglia che una figlia andasse suora.
Sono arrivata a Chirignago nel 2005, da tre anni, e ne ho una bella impressione. Ho fatto tante esperienze in altre comunità, però questa è viva. E soprattutto ho trovato che nelle altre parrocchie le suore erano solo a servizio e a disposizione, mentre qui collaborano parecchio e sono molto apprezzate, sono parte della famiglia. A Chirignago c’è gente normale, ma trovi una vivacità che non c’è altrove. Mi occupo della scuola materna, dove quest’anno sono insegnante della classe dei “grandi”. E in parrocchia partecipo al coro dei giovani. La mia speranza per il futuro è di restare a Chirignago a lungo per continuare questa esperienza.

Suor Flora Pessotto
Sono nata a Codogné (TV) nel 1930 e sono vissuta lì finché sono andata suora, a 23 anni. Frequentavo molto l’Azione Cattolica e le suore Figlie di S. Giuseppe della nostra parrocchia, anche perché la vita era molto diversa rispetto ad oggi ed eravamo tanto legati all’asilo e all’AC.
Sono arrivata a Chirignago alla fine del 1999 dalla provincia di Vicenza. La parrocchia mi è sembrata subito bella, viva. Qui sono di sostegno alla comunità religiosa, come una mamma, in particolare con la preghiera. Preghiamo insieme alla mattina dalle 6.15 alle 7.30, poi una visita personale in cappellina durante l’orario del pranzo e infine alla sera l’incontro comunitario e la preghiera in comune. Per il futuro spero di continuare sempre meglio.

Suor Valeria Secondin
Sono nata nel 1938 a La Salute di Livenza (VE), a 10 km da Caorle. Vivevo in una famiglia patriarcale nella quale c’erano già tre suore, ma non ho scelto nessuna di queste tre congregazioni. Io non andavo nella parrocchia del mio paese, perché era troppo lontano, ma frequentavo ora da una parte ora dall’altra. In particolare c’era un parroco che coltivava molto le giovani e proprio dalla parola del sacerdote è sorta la mia vocazione. E ho scelto le Figlie di San Giuseppe perché erano semplici, a differenza di altre che non si lasciavano avvicinare facilmente; loro erano molto alla buona, mi hanno colpito la loro disponibilità e il loro spirito di famiglia. Ho fatto la professione religiosa a 18 anni. La mia era una famiglia molto religiosa, come tutte a quel tempo, ma non mi ha incoraggiato, anzi mio padre mi diceva: “Tu non capisci quello che stai facendo”.
Nel 1996 sono arrivata qui e ho sempre lavorato come insegnante nella scuola materna, ho seguito 4 cicli completi di classi; da un anno non insegno più e sono diventata “tutor”, sono cioè di sostegno alle altre insegnanti. E in parrocchia ho sempre fatto catechesi ai bambini e la sto ancora facendo, fin che il Signore vorrà, non di più e neanche di meno. A Chirignago mi sono sentita sempre in famiglia.
Devo dire che il primo anno che sono stata qui ho visto i genitori dei bambini della scuola tanto più uniti tra loro, poi pian piano le cose sono un po’ cambiate. In particolare è diverso quando i bambini sono tutti di Chirignago e quando, invece, sono anche da fuori i genitori fanno più fatica a legare. Infine la mia speranza per il futuro è di essere generosa e di donarmi più che posso per il bene di tutti.

 

SUPERIORE CHE HANNO DIRETTO LA NOSTRA SCUOLA

SUOR AMALIA GALLERANI (1910-1912)
SUOR FLAVIA CARAMORE (1912-1919)
SUOR FAUSTINA MOROSINI (1919-1928)
SUOR BERNARDINA ZENNARO (1928-1934)
SUOR TEOFILA TEDESCO (1934-1940)
SUOR BERNARDINA ZENNARO (1940-1946)
SUOR TEOFILA TEDESCO (1946-1952)
SUOR GELTRUDE PANCERA (1952-1957)
SUOR CLARA PALUDETTI (1957-1959)
SUOR ELISA TREVISAN (1959-1960)
SUOR GERARDA ZAGHIS (1960-1963)
SUOR LUISANNA BALZAROTTI (1963-1969)
SUOR MARIANGELA ZECCHINI (1969-1971)
SUOR LUCINA ARDIZZONI (1972-1973)
SUOR ARMIDA LIESSI (1973-1978)
SUOR TECLA ZANUTTO (1978-1981)
SUOR ALDINA CAPIOTTO (1981-1984)
...

 

“La Scuola Materna, se è parrocchiale, deve entrare nel progetto pastorale della comunità cristiana.
Nessuno deve pretendere di essere solo beneficiario della Scuola Materna senza pagare prezzo (non solo in termini economici, ma di responsabilità e di cultura).
E qui io chiamo in questione prima di tutto la componente laica della comunità cristiana, anche di quella che non è direttamente interessata, coi propri figli. È in questione la sua maturità di fede, in quanto capace di generare una cultura veramente a misura d’uomo, che onori le sue libertà e rivendichi i suoi diritti.
Chiamo poi in questione gli organismi parrocchiali: il parroco, i Consigli pastorale e amministrativo. La Scuola Materna non è solo delle suore e della gente.
E chiamo in questione gli Istituti Religiosi, ai quali va tutta la nostra riconoscenza perché, se la Scuola Materna c’è, è prima di tutto merito loro. Facendo quello che fanno, assolvono un servizio ecclesiale, come risposta a una chiamata di Dio. Io Vescovo, e loro, rispondiamo a una vocazione in forza della quale il servizio che facciamo è dovuto: dovuto a Dio nei fratelli.
Se gli Istituti Religiosi perderanno le ragioni evangeliche del loro fare scuola materna, per la Chiesa sarà una grande perdita”.
Card. Marco Cè

Nell'augurarsi che tutti ormai conoscano la quasi trentennale tradizione del Mercatino Natalizio, che si tiene ogni dicembre presso la Scuola dell'Infanzia Parrocchiale, il Comitato di Gestione e gli organizzatori sono qui, gia oggi, a ricordare che una simile festa non nasce dal nulla.
Essa è frutto di una programmazione che comincia fin dal giorno successivo ad ogni Mercatino e conta sulle idee, i consigli, la creatività, la manualità, la disponibilità di ogni membro della Comunità e di ogni amico, parente, lontano conoscente che voglia mettersi in gioco e dare una mano. C'è posto per tutti e per tutto!!
Grazie per ogni aiuto che riceveremo: andrà a beneficio della qualità del servizio che la nostra Scuola da tanti anni offre ai bambini e alle famiglie di Chirignago.
Chi volesse saperne di più o chi desiderasse cominciare a fare qualcosa, non ha che da rivolgersi alla Scuola, Via del Parroco 9, tel. 041913038 o a Nadia Ortes, tel. 041912614. Sono a disposizione materiali, strumenti, suggerimenti e anche spazio per realizzare le vostre idee (e passate voce!!).

Comitato di Gestione Scuola dell'Infanzia "Sacro Cuore"